Copertina di Bront, fotografi a Cividale
Pagine
128
Formato
24x22
Anno
2006
ISBN
978-88-8420-382-3

Antonio Giusa

Bront, fotografi a Cividale

La pubblicazione, catalogo della mostra ‘Bront, fotografi a Cividale’, presenta l’attività e l’appassionata documentazione su Cividale del Friuli e sul territorio delle vicine Valli del Natisone di due generazioni di fotografi della famiglia Bront, a partire dagli anni Venti del Novecento. Nel loro vasto fondo fotografico si possono ritrovare non solo importanti testimonianze sulla storia e l’arte della città ducale e sulle sue vestigia longobarde, ma anche un ricordo indelebile della gente e del paesaggio cividalesi.
  • Antonio Giusa

    Antonio Giusa (1955), dottore di ricerca in Storia, è coordinatore scientifico dell’Archivio Multimediale della Memoria dell’Emigrazione Regionale (AMMER) ed insegna Storia e tecnica della fotografia all’Università degli Studi di Udine. Già coordinatore del Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia e dell’Unità di gestione del catalogo del Centro di Catalogazione e Restauro della Regione Friuli Venezia Giulia, ha al suo attivo più di ottanta pubblicazioni fra cui una ventina di cataloghi di mostre fotografiche. Negli ultimi anni la sua ricerca si è incentrata sulla memoria e le migrazioni, con l’utilizzo interdisciplinare della fotografia vernacolare, delle storie di vita e delle scritture autobiografiche.   Antonio Giusa (1955), titulaire d'un doctorat de recherche en Histoire, cordonnateur scientifique des Archives Multimédiales de la Mémoire et de l'Émigration Régionale (AMMER), enseigne l’Histoire et la technique de la photographie à l’Université des Études d’Udine. Il a coordonné le Centre de Recherche et d’Archives de la Photographie ainsi que le Centre de Conservation et de Restauration des Biens Culturels du Frioul Vénétie Julienne. Il est l’auteur d’environ quatre-vingts publications, dont une vingtaine de catalogues d'expositions photographiques. Depuis quelques années, il consacre ses recherches à la question de la mémoire et de l’émigration. Son approche interdisciplinaire conjugue la photographie vernaculaire, les récits de vies et les écritures autobiographiques.

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