Dario Bertocchi, Elisabetta Scarton, Lorenzo Passera, Pietro Liberi, Salvatore Amaduzzi
Gli antenati della firma digitale
Storia e uso del sigillo nel mondo antico e medievale
In un tempo non troppo distante da noi, prima dell’arrivo della firma digitale, si ricorreva all’uso di sigilli. La matrice di metallo o pietra dura era incisa in negativo con simboli, insegne araldiche, monogrammi o legende e veniva impressa su argilla, metallo, ceralacca. Tanto le autorità pubbliche quanto i privati disponevano di una o più matrici: custodite gelosamente (a volte incastonate in un anello), si potevano anche sostituire e ricreare ex novo per celebrare successi, battaglie, mutamenti di stato sociale. L’apposizione del sigillo autenticava un documento o garantiva la sua chiusura e quindi la riservatezza dei contenuti. Dai cilindri babilonesi ai sigilli etruschi e romani, fino a quelli rinascimentali, si ripercorrono le origini, l’uso e l’evoluzione di questo strumento diplomatico.
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Dario Bertocchi
Dario Bertocchi è ricercatore di Geografia presso l’Università di Udine. Studia gli impatti del turismo e della mobilità sui territori, le pratiche di sostenibilità e il fenomeno dell’overtourism. -
Elisabetta Scarton
Elisabetta Scarton è professore associato di Storia medievale presso l’Università di Udine. I suoi interessi di ricerca spaziano dal Patriarcato di Aquileia al Regno aragonese di Napoli, dalla diplomazia quattrocentesca alle istituzioni cittadine. Ha recentemente pubblicato una monografia sui Parlamenti generali a Napoli in età aragonese (Napoli 2018) e vari saggi incentrati sulle terre friulane di Udine e Cividale. -
Lorenzo Passera
Lorenzo Passera è docente di Numismatica presso l’Università di Udine. Ha studiato temi e problemi delle principali serie monetali antiche e medievali; da tempo si occupa di stemmi e sigilli aquileiesi in relazione alla monetazione. -
Pietro Liberi
Pietro Liberi è assegnista di ricerca presso il laboratorio di Geomatica dell’Università di Udine. Si occupa di Big Data geografici per il turismo data-driven. -
Salvatore Amaduzzi
Salvatore Amaduzzi insegna Geomatica e nuove tecnologie all’Università di Udine. I suoi temi di ricerca sono l’analisi delle presenze e degli spostamenti, utilizzando i dati della telefonia cellulare e le applicazioni dell’Intelligenza artificiale e Machine Learning ai GeoBigData.