A cura di Enos Costantini
Storia della vite e del vino in Friuli e a Trieste
Centovent’anni fa le viti si arrampicavano sugli alberi: nulla era cambiato dai tempi di Roma. Sessant’anni fa la viticoltura promiscua era ancora largamente prevalente rispetto a quella specializzata. Il vino era in buona parte autoconsumato o commerciato su mercati a breve raggio. In regione si beveva il doppio di quanto si produceva; ora si esporta la metà di quanto si produce. I cambiamenti epocali intervenuti negli ultimi decenni non devono però far perdere la memoria: un vino senza radici è senz’anima e senza fascino. Questo volume apre un ampio squarcio di luce sulla storia vitivinicola del Friuli, in particolare su periodi rimasti sinora in ombra, e approfondisce alcune attività collaterali che oggi andrebbero sotto il nome di ‘indotto’. Viene qui presentata poi per la prima volta la storia vitivinicola di Trieste con un esauriente saggio che si dipana, secolo dopo secolo, fra il Carso e il mare. Il libro, nona pubblicazione della collana ‘Storia regionale della vite e del vino’, intende contribuire alla conoscenza dell’estremo lembo nord-orientale d’Italia, una piccola regione che ha saputo ritagliarsi un grande nome anche grazie ai suoi vini.
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Enos Costantini
Enos Costantini è stato insegnante presso l’Istituto tecnico agrario di Cividale del Friuli. Si dedica allo studio storico-linguistico delle piante coltivate in regione. Per quanto concerne la vite si ricorda l’opera La vite nella storia e nella cultura del Friuli (2007), di cui è autore con Claudio Mattaloni e Carlo Petrussi. Nel 2013 ha dato alle stampe il volume Tocai e Friulano. Un racconto di civiltà del vino. Da sempre si avvale della collaborazione di Carlo Petrussi, senza le cui conoscenze concernenti gli aspetti recenti e attuali della viticoltura regionale ogni “storia” avrebbe un significato solo accademico.