Copertina di Cantata per il Cid

Angelo Floramo, Danilo De Marco

Cantata per il Cid

Scatti di libertà per i giorni che verranno

Raccontare uno che fu maestro senza chiederlo, e lo fu suo malgrado, per quella piega che talvolta la vita ci impone, non è facile. Non è scontato. Rischia di intridersi di quella retorica che ammorba e uccide la freschezza delle idee. Allora abbiamo pensato che la cosa migliore fosse quella di lasciar parlare lui. Come chi? Lui, il Cid in persona. Il testo nasce dalla meticolosa giustapposizione di quei frammenti. Li abbiamo disposti a tessera di mosaico, con pazienza, con attenzione, in punta di piedi, con rispetto e pudore. Le altre parole, che con queste intessono tele di dubbi, reminiscenze, ricordi, emozioni, sono quelle di Danilo. Che idealmente parla con quel maestro. Lo chiama, lo interroga. Non per illuminare il tempo che è andato, ma questo nostro, drammatico e privo di speranza. In un continuo dialogo socratico, di vaga assonanza brechtiana. Come ha sempre fatto, d’altronde, fin da ragazzino. E come ha continuato a fare in questi anni anche per noi, lasciando che tanta profondità rimbalzasse allegra, mai tetra o supponente, sul bordo di un calice profumato. (Angelo Floramo)
  • Angelo Floramo

    è dottore in Storia con una tesi in filologia latina medievale, insegna materie letterarie all’Istituto Magrini Marchetti di Gemona e, dal 2012, collabora con la Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli in veste di consulente scientifico per la sezione antica, manoscritti e rari. Ha pubblicato numerosi saggi e articoli specialistici aventi per oggetto il Medioevo e i suoi sogni. Ha esordito nella narrativa con Balkan Cirkus (2013), cui hanno fatto seguito, per i tipi di Bottega Errante Edizioni, Guarneriana segreta (2015), L’osteria dei passi perduti (2017), La veglia di Ljuba (2018), Il fiume a bordo. Viaggio sentimentale tra il Tagliamento e l’Isonzo (2020, con Mauro Daltin e Alessandro Venier.
  • Danilo De Marco

    Danilo De Marco (Udine, 1952), fotografo e reporter, ha camminato mezzo mondo. Con i suoi reportage e i suoi ritratti ci consegna un’esperienza della marginalità in modo non compassionevole, ma cosciente della possibile sparizione di individui, posti, momenti, vissuto. Dal 2004 ‘spigola’ tra le vite delle donne e degli uomini che hanno combattuto nella Resistenza europea, riportandoci oggi i loro volti con immagini esasperatamente umane, spogliate da eroismi e inutile retorica. Tra le sue mostre e pubblicazioni ricordiamo Il sale della terra (1999), R-esistenze (2005), Federico Tavan. Nostra preziosa eresia (2008), Claudio Magris. Argonauta (2009) e, con Erri De Luca, Le rivolte inestirpabili (2010).
Anno
2025
ISBN
978-88-3283-530-4
Pagine
48
Formato
12,5x19,5

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